Reperti

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Reperti

Questo lavoro è un primo passo verso una ricerca in divenire. Le sculture, realizzate in terracotta, sono forme ottenute mediante calco (premendo l’argilla direttamente sul modello) di soggetti scovati in giro per la città, come dall’occhio di un fotografo. Così facendo rimangono impresse sull’argilla forme, decori e iscrizioni che rimandano alle infrastrutture, beni essenziali per erigere una comunità oggi. Luce, acqua, gas, fogne, internet…

Il processo di trasferimento altera la forma originale, deteriorandola. I soggetti divengono veri e propri reperti provenienti dal futuro, intaccati dall’inevitabile patina che il tempo lascia.

Notes:

Blanket-Landscape

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Blanket-Landscape

Questo progetto è stato realizzato grazie al supporto di Dolomiti Contemporanee, istituzione che opera presso la sede dell’ex villaggio Eni a Borca di Cadore, grande complesso residenziale costruito ai piedi del Monte Antelao e ideato da E. Mattei. Ad alcuni artisti ospiti nella struttura è stato chiesto di realizzare un lavoro a partire da una coperta che riporta il celebre cane a sei zampe dell’Eni. Sono stato attratto dall’idea di riprodurre in un interno un paesaggio montano, in cui la coperta, come il villaggio, riveste la montagna in superficie rimanendo sospesa, a suggerire la caratteristica architettura su palafitta concepita da E. Gellner per questo luogo. Immagino l’idea di Mattei di creare un’area dedicata alla villeggiatura per le famiglie dei dipendenti Eni che avesse il tepore di una casa di montagna, come il calore accogliente che si genera sotto una coperta. Ho installato questo paesaggio-coperta in modo volutamente scenografico nella sala proiezione della colonia, un luogo in penombra e insonorizzato dalla moquette e dalle pareti in legno.

Notes:

Documentazione durante la fase di lavorazione del paesaggio-coperta, novembre 2019

Work in progress during the installation of blanket-landascape, November 2019

Flight Formation

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Flight Formation

First work in the series of photographic finds, Flight Formation presents discarded bullet cases, collected and arranged in order on a backdrop made of pressed wool, evoking the bullet embedded in the animal’s hide. The cases are arranged to reflect a chromatic taste and emphasize the importance of each individual shot.

Notes:

Bullet case, wool, iron frame, 95 x 125 cm (each), 2015

To Build a Fire

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To Build a Fire

To Build a Fire is an engraving that reproduces an image from an imaginary survival manual. The drawing illustrates a survival strategy used by a visual researcher: the light that passes through the photographic lens can kindle a fire. The title comes from a story by Jack London in which the need to light a fire is the only way to stay alive.

Notes:

Etching on cotton paper, 40 x 60 cm

The visible and the invisible

The visible and the invisible

A subtle theme connects the images of this series, The visible and the invisible. Ephemeral subjects like an oil stain or an unusual atmospheric event, the tracks left from a recent tussle between animals, artifacts flowering from the soil of an archaeological site, the remains of a dead wolf encased within a rusting old car, war bunkers hidden in a wood, the unusual form of an asphalt paver whose product is so familiar to us, matter passing through the time, and so on. The subject of the image isn’t immediately visible to the observer and can only be grasped through a connection made within our mind. The visible and the invisible, repeat this formula as you scroll through the images and their hidden content will be revealed.

Img.01 (fresh flowers)

Img.02 (seashells)

Img.03 (bones)

Img.04 (mushrooms)

Img.05 (autumn leaves)